Francesco ha richiamato le cifre ufficiali pubblicate dall’Onu: ogni giorno, mille bimbi muoiono a causa di malattie collegate all’acqua. E l’acqua contaminata è consumata ogni giorno da milioni di persone. In che modo l’accesso alle risorse idriche e le acque contese possono provocare anche guerre?

«La forte denuncia del Papa poggia su dati inoppugnabili. Sono in corso in questo momento ben 343 casi di crisi legate alla gestione delle risorse idriche. Recentemente Uri Shamir, membro dell’Israel Water Authority, ha detto che l’acqua non è un ostacolo per la pace, ma può fornire pretesti a colui che cerca delle ragioni per combatter. E la storia ci dimostra che non sempre il buon senso prevale sulla realpolitik. In Medio Oriente, ed in particolare nelle aree controllate dal Califfato, non è solo il petrolio l’elemento di maggior interesse per i contendenti. Anche l’acqua è un fattore strategico e una posta in gioco prioritaria della “partita a scacchi” tra gli attori locali, regionali e internazionali coinvolti nel mosaico siro-iracheno».

L’intera intervista è disponibile su La Stampa >>>

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome