“Da quasi due anni il generale della Cirenaica e i vertici russi hanno costanti contatti. Putin vende armi ad Haftar, attraverso triangolazioni estere con l’Egitto (e probabilmente anche con l’Algeria). Lo scorso anno ha immesso soldi nelle casse della banca centrale di Beida, 200 milioni di dinari distribuiti nell’est del paese per fare fronte alla crisi di liquidità e per stipendiare le milizie di Haftar” spiega Michela Mercuri, docente di Storia contemporanea dei paesi mediterranei dell’Ateneo di Macerata e di e Geopolitca del Mediterraneo all’Università Cusano di Roma.

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