L’infuocato dibattito sulla gestione del conflitto siriano continua a tenere Russia e Stati Uniti su sponde diverse, una distanza resa più ampia dalla strage del 4 aprile scorso nella provincia di Idlib, con presunte armi chimiche, attribuita da Washington all’esercito siriano appoggiato dalla Russia. Un massacro smentito dal presidente siriano Assad, che punta il dito contro gli Stati Uniti per aver inventato la notizia. Qualche spiraglio arriva da Mosca, con la proposta di riattivare l’intesa con Washington, sottoscritta nel novembre del 2015, per contenere i rischi di incidenti fra gli aerei militari della coalizione anti-Is a guida americana, a patto che gli Usa non ripetano “azioni imprevedibili”.

Ne parlo in una breve intervista a Radio Vaticana.

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