La Libia torna a bruciare. Come si è arrivati a questo punto?

Dopo l’ultimo vertice sulla Libia (la conferenza di Palermo del 12 e 13 novembre). Il percorso sembrava ormai tracciato. Eppure la Libia ci insegna che le cose possono mutare con una rapidità spesso sconosciuta alla storia. L’errore, per lo meno dell’Italia, è stato quello di sottovalutare le minacce di avanzata di Haftar, di cui invece erano a conoscenza i suoi alleati, Francia compresa. Sapevamo da tempo che Haftar era oramai l’uomo forte della Libia, lo avevamo “agganciato” a Palermo, seppure con la probabile intercessione di Putin, ma poi ci siamo arroccati di nuovo sulle nostre posizioni per difendere i nostri interessi a Tripoli, dove l’Eni estrae circa il 70% del greggio e da cui partono (o per lo meno partivano) la più parte dei migranti diretti verso le nostre coste.

L’intera intervista è disponibile su Confini di RAI News >>>

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome