Non rinnovare l’accordo con al Serraj sarebbe un errore fatale

Dopo le immancabili polemiche sull’opportunità di rinnovare o meno il memorandum Italia-Libia, siglato il 2 febbraio 2017 tra il leader onusiano Fayez al-Sarraj e il governo italiano per una più stretta collaborazione con le autorità libiche per il contenimento dei flussi migratori, qualcosa, seppur tardivamente, si è mosso. Il governo di Roma, nonostante i dissidi interni alla maggioranza, ha formalmente chiesto, ai sensi dell’articolo 3 del memorandum, di riunire la commissione congiunta dei due paesi e di modificare l’intesa sul contrasto all’immigrazione clandestina.

È la scelta giusta? Si poteva agire diversamente?

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