Libia nuovi fronti di guerra e di terrorismo

L’intervento turco a Tripoli accentuerà ulteriormente il conflitto o stabilizzerà la situazione?

Tre sono le direttrici di Erdogan. La prima è di natura religiosa: rafforzare la fratellanza musulmana in Libia. La seconda è di natura geopolitica: affermare  il ruolo di player indispensabile nel Mediterraneo. La terza è di natura economica: sfruttare le risorse dell’area. Da qui l’accordo con Serraj per creare una Zee – Zona economica esclusiva – tra Turchia e Libia, ottenendo il monopolio  di una porzione nevralgica del Mediterraneo orientale, compresi i diritti di estrazione di petrolio e gas e i relativi gasdotti che solcheranno quella zona, sottraendoli a molte altre imprese, Eni inclusa. Tripoli è per Erdogan il fulcro di ognuna di queste direttrici. Da qui l’appoggio a Serraj a cui si sta sostituendo nella gestione del conflitto con il generale Khalifa Haftar e i suoi alleati.

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