Turchia e Russia, tutti i nodi del difficile dopo-Haftar

Dopo 14 mesi dall’inizio dell’offensiva di Khalifa Haftar per la conquista di Tripoli, annunciata in pompa magna il 4 aprile 2019 con le rassicurazioni degli Emirati Arabi Uniti che avevano garantito costanti e corposi rifornimenti di armi, le forze del generale della Cirenaica sono in ritirata. Il “merito” di questo rapido rovesciamento delle sorti della guerra va alla Turchia che negli ultimi mesi, sfruttando la disattenzione della comunità internazionale impegnata a fronteggiare il Covid, ha inviato droni, armi, mercenari e sistemi di difesa anti-aerea capaci di mettere a dura prova i sistemi missilistici della Russia, impegnata a sostegno di Haftar anche con gli ormai noti mercenari del gruppo Wagner.

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